Fondi comuni e risparmiatori italiani

Fondi comuni e risparmiatori italiani

I fondi comuni d’investimento rappresentano una forma di risparmio semplice e trasparente. Raccolgono i risparmi di piccoli e grandi investitori impiegandoli sui mercati finanziari, secondo gli indirizzi previsti da ciascun fondo di investimento.
Grazie alle dimensioni dei patrimoni raccolti e alle ampie possibilità di investimento dei fondi comuni, i risparmi di tutti i partecipanti beneficiano della massima diversificazione e godono al tempo stesso dei vantaggi propri di un servizio di gestione svolto da qualificati operatori di settore.
Vediamo in questo studio di Assogestioni condotto sui sottoscrittori di fondi italiani come gli investimenti in fondi comuni stiano ricominciando a crescere.

Cosa sta cambiando
Al termine del 2016 in Italia i sottoscrittori di fondi comuni sono aumentati di circa 200.000 unità rispetto all’anno precedente. Il numero dei risparmiatori italiani si attesta sui 6,6 milioni.
I motivi che inducono i risparmiatori a scegliere la strada dell’investimento per raggiungere i loro obiettivi finanziari sono molteplici: l’acquisto di una nuova casa, risparmiare in vista dell’università dei propri figli oppure di un reddito integrativo per l’età della pensione.

Identikit
Con riferimento alla distribuzione del patrimonio, quasi la metà del patrimonio complessivo investito appartiene al 10% degli investitori più ricchi, mentre la metà investe meno di 14.454 euro (patrimonio mediano). Il portafoglio medio, invece, ammonta a circa 31.631 euro di investimento.
Si registra una lenta ma costante crescita della presenza femminile: a fine 2016 le donne rappresentano il 46% dei sottoscrittori di fondi (il gap con gli uomini si riduce all’8%).

Anche l’età media aumenta. Dai 51 anni del 2002 si è passati ai 59. In calo invece la quota dei sottoscrittori della fascia di età compresa tra i 26 e i 35 anni (dal 15% al 7%), mentre sono in aumento gli investitori over 75 (dal 9% al 19% circa). Solo i giovanissimi under 26 sono in leggero aumento. A livello geografico, invece, la situazione resta invariata: più sottoscrittori al Nord (65%), mentre quasi alla pari il Centro (18%) e il Sud (17%).

Modalità di investimento
Il risparmiatore di oggi, rispetto agli anni passati, è più propenso al rischio. A fine 2016 il 7% dei sottoscrittori concentrava i propri investimenti nel comparto azionario e il 6% nei fondi bilanciati. Si registra invece l’aumento tra le scelte dei sottoscrittori dei fondi flessibili che col 36%, confermando per il secondo anno il sorpasso sui fondi obbligazionari. Questi ultimi sono stati da sempre molto presenti nelle scelte degli investitori italiani, toccando punte superiori al 40% dei sottoscrittori. Le percentuali  raggiunte  negli ultimi  anni dai fondi  flessibili  sono collegate al crescente successo riscosso dai fondi target date.

Infine, a restare invariata è la modalità di sottoscrizione: il versamento unico (PIC), scelto da circa il 70% degli investitori, continua a rappresentare la modalità più amata, anche se la percentuale di chi decide di investire con i piani di accumulo (PAC) è raddoppiata negli ultimi 10 anni (dal 9,6% del 2006 al 19% del 2016).

Per quanto riguarda le modalità  di sottoscrizione, il 69% dei sottoscrittori predilige il versamento unico (PIC); tuttavia, nel corso degli anni il numero di sottoscrittori che ha fatto riscorso in via esclusiva ai piani di accumulo (PAC) è cresciuto e rappresenta a fine 2016 il 19%. La maggior parte dei sottoscrittori di fondi italiani sottoscrive attraverso il canale bancario (93% a fine 2016), mentre la rimanente proporzione si è affidata alle reti di consulenti finanziari.

04/08/2017

Fondi comuni e risparmiatori italiani

I fondi comuni d’investimento rappresentano una forma di risparmio semplice e trasparente. Raccolgono i risparmi di piccoli e grandi investitori impiegandoli sui mercati finanziari, secondo gli indirizzi previsti da ciascun fondo di investimento.
Grazie alle dimensioni dei patrimoni raccolti e alle ampie possibilità di investimento dei fondi comuni, i risparmi di tutti i partecipanti beneficiano della massima diversificazione e godono al tempo stesso dei vantaggi propri di un servizio di gestione svolto da qualificati operatori di settore.
Vediamo in questo studio di Assogestioni condotto sui sottoscrittori di fondi italiani come gli investimenti in fondi comuni stiano ricominciando a crescere.

Cosa sta cambiando
Al termine del 2016 in Italia i sottoscrittori di fondi comuni sono aumentati di circa 200.000 unità rispetto all’anno precedente. Il numero dei risparmiatori italiani si attesta sui 6,6 milioni.
I motivi che inducono i risparmiatori a scegliere la strada dell’investimento per raggiungere i loro obiettivi finanziari sono molteplici: l’acquisto di una nuova casa, risparmiare in vista dell’università dei propri figli oppure di un reddito integrativo per l’età della pensione.

Identikit
Con riferimento alla distribuzione del patrimonio, quasi la metà del patrimonio complessivo investito appartiene al 10% degli investitori più ricchi, mentre la metà investe meno di 14.454 euro (patrimonio mediano). Il portafoglio medio, invece, ammonta a circa 31.631 euro di investimento.
Si registra una lenta ma costante crescita della presenza femminile: a fine 2016 le donne rappresentano il 46% dei sottoscrittori di fondi (il gap con gli uomini si riduce all’8%).

Anche l’età media aumenta. Dai 51 anni del 2002 si è passati ai 59. In calo invece la quota dei sottoscrittori della fascia di età compresa tra i 26 e i 35 anni (dal 15% al 7%), mentre sono in aumento gli investitori over 75 (dal 9% al 19% circa). Solo i giovanissimi under 26 sono in leggero aumento. A livello geografico, invece, la situazione resta invariata: più sottoscrittori al Nord (65%), mentre quasi alla pari il Centro (18%) e il Sud (17%).

Modalità di investimento
Il risparmiatore di oggi, rispetto agli anni passati, è più propenso al rischio. A fine 2016 il 7% dei sottoscrittori concentrava i propri investimenti nel comparto azionario e il 6% nei fondi bilanciati. Si registra invece l’aumento tra le scelte dei sottoscrittori dei fondi flessibili che col 36%, confermando per il secondo anno il sorpasso sui fondi obbligazionari. Questi ultimi sono stati da sempre molto presenti nelle scelte degli investitori italiani, toccando punte superiori al 40% dei sottoscrittori. Le percentuali  raggiunte  negli ultimi  anni dai fondi  flessibili  sono collegate al crescente successo riscosso dai fondi target date.

Infine, a restare invariata è la modalità di sottoscrizione: il versamento unico (PIC), scelto da circa il 70% degli investitori, continua a rappresentare la modalità più amata, anche se la percentuale di chi decide di investire con i piani di accumulo (PAC) è raddoppiata negli ultimi 10 anni (dal 9,6% del 2006 al 19% del 2016).

Per quanto riguarda le modalità  di sottoscrizione, il 69% dei sottoscrittori predilige il versamento unico (PIC); tuttavia, nel corso degli anni il numero di sottoscrittori che ha fatto riscorso in via esclusiva ai piani di accumulo (PAC) è cresciuto e rappresenta a fine 2016 il 19%. La maggior parte dei sottoscrittori di fondi italiani sottoscrive attraverso il canale bancario (93% a fine 2016), mentre la rimanente proporzione si è affidata alle reti di consulenti finanziari.

Fondi comuni e risparmiatori italiani

I fondi comuni d’investimento rappresentano una forma di risparmio semplice e trasparente. Raccolgono i risparmi di piccoli e grandi investitori impiegandoli sui mercati finanziari, secondo gli indirizzi previsti da ciascun fondo di investimento.
Grazie alle dimensioni dei patrimoni raccolti e alle ampie possibilità di investimento dei fondi comuni, i risparmi di tutti i partecipanti beneficiano della massima diversificazione e godono al tempo stesso dei vantaggi propri di un servizio di gestione svolto da qualificati operatori di settore.
Vediamo in questo studio di Assogestioni condotto sui sottoscrittori di fondi italiani come gli investimenti in fondi comuni stiano ricominciando a crescere.

Cosa sta cambiando
Al termine del 2016 in Italia i sottoscrittori di fondi comuni sono aumentati di circa 200.000 unità rispetto all’anno precedente. Il numero dei risparmiatori italiani si attesta sui 6,6 milioni.
I motivi che inducono i risparmiatori a scegliere la strada dell’investimento per raggiungere i loro obiettivi finanziari sono molteplici: l’acquisto di una nuova casa, risparmiare in vista dell’università dei propri figli oppure di un reddito integrativo per l’età della pensione.

Identikit
Con riferimento alla distribuzione del patrimonio, quasi la metà del patrimonio complessivo investito appartiene al 10% degli investitori più ricchi, mentre la metà investe meno di 14.454 euro (patrimonio mediano). Il portafoglio medio, invece, ammonta a circa 31.631 euro di investimento.
Si registra una lenta ma costante crescita della presenza femminile: a fine 2016 le donne rappresentano il 46% dei sottoscrittori di fondi (il gap con gli uomini si riduce all’8%).

Anche l’età media aumenta. Dai 51 anni del 2002 si è passati ai 59. In calo invece la quota dei sottoscrittori della fascia di età compresa tra i 26 e i 35 anni (dal 15% al 7%), mentre sono in aumento gli investitori over 75 (dal 9% al 19% circa). Solo i giovanissimi under 26 sono in leggero aumento. A livello geografico, invece, la situazione resta invariata: più sottoscrittori al Nord (65%), mentre quasi alla pari il Centro (18%) e il Sud (17%).

Modalità di investimento
Il risparmiatore di oggi, rispetto agli anni passati, è più propenso al rischio. A fine 2016 il 7% dei sottoscrittori concentrava i propri investimenti nel comparto azionario e il 6% nei fondi bilanciati. Si registra invece l’aumento tra le scelte dei sottoscrittori dei fondi flessibili che col 36%, confermando per il secondo anno il sorpasso sui fondi obbligazionari. Questi ultimi sono stati da sempre molto presenti nelle scelte degli investitori italiani, toccando punte superiori al 40% dei sottoscrittori. Le percentuali  raggiunte  negli ultimi  anni dai fondi  flessibili  sono collegate al crescente successo riscosso dai fondi target date.

Infine, a restare invariata è la modalità di sottoscrizione: il versamento unico (PIC), scelto da circa il 70% degli investitori, continua a rappresentare la modalità più amata, anche se la percentuale di chi decide di investire con i piani di accumulo (PAC) è raddoppiata negli ultimi 10 anni (dal 9,6% del 2006 al 19% del 2016).

Per quanto riguarda le modalità  di sottoscrizione, il 69% dei sottoscrittori predilige il versamento unico (PIC); tuttavia, nel corso degli anni il numero di sottoscrittori che ha fatto riscorso in via esclusiva ai piani di accumulo (PAC) è cresciuto e rappresenta a fine 2016 il 19%. La maggior parte dei sottoscrittori di fondi italiani sottoscrive attraverso il canale bancario (93% a fine 2016), mentre la rimanente proporzione si è affidata alle reti di consulenti finanziari.

Blog a cura di BANCA CARIM
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